INTRODUZIONE

….dato il fatto che l’asta del parafulmine funzionava anche come da antenna per la bandiera nazionale nei giorni di ricorrenza. Secondo le leggi del Maradagàl le due funzioni devono essere disgiunte, cioè demandate ad organi separati: poiché a rigore di logica l’antenna della bandiera nazionale, (e tanto meno la bandiera), non deve mai servire da parafulmine. Sarebbe proprio, orazianamente parlando, un miscere sacra profanis. Però il Nistitùo poteva chiudere un occhio, visto che il Governatore lo aveva autorizzato a chiudere un occhio…. Inoltre la bandiera aveva dimensioni di m 1,80 x 2,80, cioè adeguate alle facoltà del signor cav. Trabatta…. Sicché con una bandiera simile, sarebbe stato opportuno…. <<…. Pagare più degli altri?….>>, disse il vecchio. <<…. Ma allora ditelo chiaro, è un’altra tassa. Mi fate esporre la bandiera per incollarmi una tassa sulla bandiera: e una sul parafulmine….>>. <<…. Una tassa?…. Ma neppur per sogno…. E’ in facoltà del proprietario di accettare o rescindere>>. <<…. E allora che cosa gli fa a lei, voglio dire che cosa implica, per loro, la bandiera?….>>, aveva chiesto il finanziere, toltosi il pince-nez e rasciugatene accuratamente le lenti, con occhi a zero, riprendendo la frase sciatta con la forbita, e aspirando. Sicché dopo il tira e molla se ne erano usciti delusi, un’ennesima volta.

CARLO EMILIO GADDA
da “La cognizione del dolore”. (Garzanti)